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 Junior Member
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| Abigail Majere Digrignò i denti nell'udirsi chiamata col primo nome; non era quello che Juno preferiva, gliel'aveva dato quell'idiota del suo patrigno. Resistette con difficoltà a correggere la professoressa, abituata com'era a rimbeccare chiuque commettesse quel fatale errore. Ingoiò il rospo e sedette sullo sgabello, perfettamente a suo agio, come se il resto dei tremanti da smistare non esistesse e non fosse un gruppo di cui lei faceva parte. Una volta che si fu seduta con eleganza indossò il cappello, e subito udì la sua fastidiosa voce gracchiante nella testa: era come ascoltare uno dei vecchi gruppi musicali che la sua falsa nonna la obbligava sempre a sentire.
Bene bene bene iniziò il cappello abbiamo una giovane e brillante mente molto infastidita di essere stata inserita in mezzo ad altre persone che come lei condividono questo giorno speciale in cui verrà decisa la loro nuova famiglia ma che al contrario di lei sono più timorosi e timidi. Non è una dote che tu definisci tale, eh? Apprezzi la scaltrezza e nell'intreccio complesso dei tuoi pensieri più oscuri si annida per te il desiderio di grandezza, gloria e fama. La tua presunzione verso il prossimo è facilmente assimilabile alla superbia e a quanto pare non vi è uomo sulla terra che tu non proveresti a sottomettere alla tua volontà. Per la tua permalosità saresti in grado di condannare ad un'eterna pena tutti coloro che osano sfidarti. Nonostante tutte queste superbie vedo che il tuo cuore può concedere grazie, molte grazie a coloro i quali, fortunati, riusciranno a penetrarlo. Anche se ciò non sarà facile poichè la muraglia che lo avvolge è molto spessa e molto oscura. Non ho più dubbio alcuno, tu sei una... |
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