Marauders Legend

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Conversazione molto attesa
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La porta di casa Greyback si aprì davanti a lei, riconoscendola come membro della famiglia. Rose entrò, percorrendo il corridoio, il vestitino nero con le maniche corte di pizzo che svolazzava ad ogni suo passo, così come il fiocco dello stesso colore che legava la lunga treccia leggermente scompigliata.

"Papà?"

chiamò, senza però sentirne l'odore.

Era passata per prendere alcuni vestiti che all'inizio dell'anno aveva scordato nell'armadio, considerandoli troppo "tirati". Ora, visto che era fidanzata con Julien, aveva deciso di riconsiderarli, in vista di appuntamenti romantici. Annusò l'aria per accertarsi che il padre davvero non ci fosse, percependo però un altro odore. Era un profumo piacevole, formato da milioni di fragranze ed allo stesso tempo...da nessuna. Lo aveva già sentito una volta, e non era riuscita a classificarlo. Il suo cuore accelerò irrazionalmente il battito, mentre metteva piede nel lussuoso salotto. Come aveva percepito, su uno dei ricchi divani stava elegantemente seduto Tom Riddle, il serpente Nagini ai suoi piedi, come a fare la guardia ad un prezioso tesoro. Rose rimase per un attimo immobile, il cuore che continuava nella sua corsa. Deglutì, la gola che le si era seccata, per poi continuare sui suoi passi, avvicinandosi.

"Buonasera, Signore."

mormorò, prendendo la stoffa del vestito con le dita per poi esibirsi in uno di quegli inchini che usava solo in rare occasioni.

Non credeva affatto che rivederlo le avrebbe fatto quell'effetto, anche perchè la prima volta si era trovata in un certo senso a suo agio. Parlare con Lui era stato piacevole, ed anche fare amicizia con Nagini. Però, quella volta c'era sua madre mentre ora...era completamente sola. Lanciò un'occhiata all'orologio. Cosa ci faceva lì da solo? Chi aspettava? Per un attimo le passò per la testa che stesse aspettando proprio lei. Si guardò attorno, per poi avvicinarsi alla credenza ed aprirla. Prese una bottiglia di vino rosso ed un calice di cristallo, versandovi il liquido scuro e sanguigno. Si avvicinò all'uomo, lo sguardo per un attimo esitante, porgendogli il bicchiere.

"Aspettate da...molto?"

chiese, la stessa esitazione nella voce.

Sicuramente doveva apparirgli molto diversa dalla volta scorsa.



 
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"Cosa puo' valere un secondo di attesa, quando si aspira all'eternita'?"
la risposta dell'oscuro Signore vibro' nell'aria tesa e silenziosa, che avvolgeva i presenti nella stanza come un velo sottile, impregnato di attesa, aspettative, curiosita'.

Tom Riddle afferro' il bicchiere, annusandone l'essenza, senza pero' portarlo alle labbra.
Lo lascio' scivolare dalle dita pallide e affusolate, osservandolo ondeggiare lievemente nell'aria, al suo fianco.
"Quanta cortesia, Rose... Sai che con me puoi essere te stessa. L'esuberanza e la vitalita' di tuo padre non possono essere represse dalla cortesia e dalle buone maniere, sarebbe come rinchiudere un leone in una gabbia dorata.

Gli occhi neri la scrutarono attenti, senza distogliere lo sguardo neppure un secondo.
"Siediti con me, mentre aspetto tua madre..."
la invito' con un gesto contenuto, elegante, mentre il tono si faceva soavemente persuasivo e gentile.


Rose Greyback... Il pensiero della figlia della sua fedele mangiamorte lo aveva tormentato nelle ore oscure della notte, prima del meritato riposo.
Cosa sarebbe diventata, come farla diventare fedele se il suo cuore splendeva di liberta'?
Puntare su Julien Rosier l'avrebbe allontanata ancora di piu', ma nulla era perduto.
Esistevano vie di mezzo e compromessi che l'Oscuro Signore Lord Voldemort era disposto ad accettare...

 
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Rose sorrise. Forse era solo questione di partire con la conversazione. Gia' infatti si sentiva piu' a suo agio.

"Posso essere esuberante senza comunque dimenticare le buone maniere, Signore."

rispose, sciogliendosi.

Sedette al suo fianco, incrociando le gambe. Quella era una delle cose che le erano piaciute di piu' di Lui: non pretendeva quello che tutti i boriosi nobiluomini volevano, ovvero il galateo applicato alla perfezione.

"Non lo faccio forzatamente, anzi, e' un piacere. E per dimostrarvelo berro' assieme a voi."

asseri', sincera.

Con un gesto della bacchetta fece levitare la bottiglia ed un nuovo bicchiere fino a se', versandone anche per lei. Osservo' il liquido rosso, dall'odore dolciastro e forte, per poi portare il calice alle labbra e bere un sorso. Osservo' l'uomo con gli occhi dorati, soffermandosi sullo sguardo, incredibilmente magnetico e profondo. Dovette impiegare tutta la propria forza di volonta' per distaccarsene, quasi una forza oscura le impedisse di guardare altrove. Infine si riscosse, cercando di fissarsi su qualcos'altro che non fossero quegli occhi.

"E' davvero un piacere rivedervi."

disse entusiasta, le parole che le uscivano spontaneamente dalla bocca.

"Ed anche Nagini. Ammetto che l'ho pensata spesso."

aggiunse, sporgendosi per guardare il serpente.

Fece un sorrisone all'animale, come se si trattasse di un umano. Essendo un licantropo, Rose aveva un feeling particolare con gli animali e li amava molto. Guardo' di sottecchi il Lord, come a chiedergli se potesse far salire Nagini sul suo grembo.
 
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Le labbra di Voldemort si schiusero in un dolce sibilio, prontamente ricambiato da Nagini che, sinuosamente, sali' lungo la gamba di Rose per allungarsi sul divano, consentendo solo in parte una certa vicinanza con la ragazza, diffidente.


"Quest'incontro non e' forse totalmente fortuito, Rose. Mi sarebbe piaciuto discutere con te anche casualmente degli argomenti meno avvincenti, come Nagini o come il tempo, ma certi avvenimenti misteriosi hanno turbato la serenita' ben fondata tra me e la tua famiglia..."
afferro' il bicchiere per concedersi solo un breve sorso dell'ambrosia che offuscava dolcemente i sensi, senza concedersene una goccia di troppo.
Era debole ed era stanco, aveva compiuto un altro passo verso l'immortalita'... Ma il suo corpo era stremato, la mente confusa.
Una chiacchierata tranquilla non avrebbe potuto che aiutarlo a far chiarezza.
"Come uno scudo, la tua famiglia e i Rosier si sono posti attorno a Julien, impedendomi di vederlo e di parlargli, ora che gira voce che ci siano stati mutamenti in lui, e nei sentimenti che vi legano...."
Guardo' Rose con aria grave e paternamente preoccupata, con solo un lieve accenna o di imperiosita' nello sguardo.
"Sento che molto di tutto cio' riguarda anche te, Rose... Dimmi, cosa sta succedendo o e' successo di tanto pericoloso da far temere alle vostre famiglie la mia ira?"
lascio' di nuovo il calice, concentrato solo su Rose.
"Io capisco che qualcosa vi angoscia... E vi riempie di gioia al tempo stesso. Come potrei non rallegrarmi e preoccuparmi io stesso con voi? Io chiedo solo fiducia... Ancor prima della lealta'"
mormoro' suadente, invitandola a parlare.

 
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view post Posted on 6/8/2009, 00:55Quote
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Le sue parole erano simili ad un ammaliante, dolce sibilo, al quale era impossibile non rispondere. Ma qualcosa iniziava a non convincerla del tutto, ed i sensi si allertarono quando venne tirato in ballo Julien. Lui non sapeva quello che era successo? Come poteva non saperlo? Corrugo' la fronte, perplessa e leggermente in agitazione, continuando ad accarezzare il corpo freddo del serpente.

"Scusa, fammi capire..."

disse, il suo cervello che evidentemente trovava scomodo il 'voi' in una conversazione dall'argomento cosi' intimo.

Gli rivolse un'occhiata di scuse, correggendosi subito per il lapsus.

"Fatemi capire...mia madre non vi ha raccontato gli ultimi avvenimenti?"

chiese, con un che di incredulo nella voce.

Tom Riddle non era forse il suo imprinting, la sua meta'? Perche' non gli aveva raccontato nulla? Rimase per un attimo in silenzio, irrigidita. Era prudente parlare? Da una parte lo era, perche' quell'uomo, infondo, era molto legato a sua madre. Dall'altra no, perche' se ancora non lo sapeva un motivo doveva esserci. Ma lui era un grandissimo mago...avrebbe potuto farla parlare come e quando voleva. Forse...forse sua madre semplicemente non aveva ancora avuto occasione di dirglielo. Sospiro', sentendosi sotto pressione.

"Beh, sono cambiate molte cose. Io e Julien ci siamo innamorati e...io ho avuto l'imprinting con lui."

asseri', trovandosi leggermente in imbarazzo nel parlare con lui di amore.

Proprio pochi giorni fa aveva pensato a quanto un uomo come lui avrebbe trovato stupidi certi argomenti, lui che nella sua vita probabilmente si concedeva solo piaceri. Arrossi', distogliendo lo sguardo.

"Con l'imprinting e' stato necessario rendere Julien come me, in modo che possa sostituire mio padre in futuro come capobranco."

continuo', per un attimo il dolore nello sguardo basso.

Bevve un sorso di vino.

"Questo e' tutto."

concluse, riportando gli occhi sui suoi.

Le pupille dorate ardettero per un attimo, l'imprinting che la spingeva ad uno sguardo minaccioso.

"C'e' qualche problema?"

chiese, i lineamenti induriti.

Non le piaceva come aveva chiesto di Julien. Affatto.
 
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"Non incontro vostra madre o qualunque altro caro amico da molto tempo, ormai... Ho richiesto favori e dato consegne da lontano, impegnato in lunghi viaggi stremanti, e non ho consentito a nessuno di tentare di rintracciarmi"
mormoro' suadente, optando di dire una vaga verita': a sue spese aveva conosciuto il fiuto per le bugie dei licantropi.

Era troppo pericoloso mentire a quella ragazzina, dal carattere forte e testardo, dal cuore che urlava 'liberta''.
Un passo falso e l'avrebbe perduta.

"Ora hai il privilegio assai raro di vedermi stanco, debole, umano.... La fatica e il dolore di perdere parte della propria anima colpiscono tutti, senza eccezioni..."

sembrava che parlasse metaforicamente, ma non era esattamente cosi'.
Il viso era piu' pallido ed emanciato, il corpo ben tornito un tempo ora appariva debole, dimagrito, gli occhi erano circondati da pesanti occhiaie, ed erano illuminati da scintille castano-rossastre.

Horcrux era la parola d'ordine.

"del mutamento di Julien Rosier mi giunse voce da una visitatrice inopportuna, cosi' desiderosa di parlarmi e di vuotare il suo cuore da non poter essere placata, come un fiume in piena... Parlo della tua cara cugina, Bellatrix."


"La curiosita' e' come un cancro, e mi ha afflitto per giorni... La mia mente vagliava le peggiori ipotesi, la confusione mi investi'. Ora mi e' tutto chiaro, e nel nome del legame indissolubile che ti lega a Julien Rosier, sono piu' lieto di aver appreso la verita' da te che da chiunque altro... Posso capire in parte cio' che provi, il desiderio di amarlo e di proteggerlo, anche da te stessa... E in nome dell'amicizia che da annio mi lega alle vostre famiglie, non posso che garantire protezione ad entrambi. Nessuno conoscera' o comprendera' la nuova natura del nostro giovane
"Ma non temere, Rose.... Per me non esistono problemi, non e' mia intenzione metterti in allarme anche sulle mie intenzioni. Gioisco nel vedere consolidato il vostro legame... E congratulazioni"
mormoro' suadente, afferrando con le dita sottili la mano ardente di Rose, ammirando all'anulare sinistro uno splendido anello d'argento, permeato da magia.

In realta' non era affatto soddisfatto dalla situazione che si era venuta a creare: la licantropia portava solo a ggrattacapi e problemi...
E Lord Voldemort non poteva permettersi di perdere la possibilita' di avere come mangiamorte Julien Selwyn Rosier.
Rosier..."



Edited by Thomas Orvoloson Riddle - 6/8/2009, 10:17
 
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Il suo sguardo fiammeggio' per l'odio. Sua cugina, anzi, non più, era stata a fargli visita? Per dirgli cosa? In ogni caso, non era una buona notizia.

"Ah, così Bellatrix è venuta a trovarvi. Considerando le dissolute presentazioni della volta scorsa, non mi sorprenderebbe sentirvi dire che non ha fatto altro che provare a saltarvi addosso per tutto il tempo."

asserì, tagliente come una lama.

Sgualdrina approfittatrice. Cercava di avantaggiarsi con il Lord andandogli a spifferare ciò che accadeva ad Hogwarts. Digrignò i denti. Per un attimo si sentì quasi in competizione con lei.

"Forse si è scordata di dirvi che tra noi non scorre più buon sangue. Anzi, non scorre affatto."

aggiunse, portando il calice alle labbra e sorseggiando un pò di vino.

Oltre l'irritazione giunta nel parlare di Bellatrix, però, si sentiva più tranquilla dopo le spiegazioni dell'uomo. Se era vero che non sapeva nulla solo perchè non aveva avuto la possibilità di comunicare con nessuno, allora probabilmente non aveva fatto nulla di sbagliato nel dirgli tutto. Inoltre lui aveva garantito la sua protezione, ed il suo silenzio, e non c'era nient'altro che lei volesse. Si sentì afferrare la mano, la pelle fredda di lui contro quella bollente di lei. Sorrise, al suo congratularsi per il loro fidanzamento.

"Grazie..."

mormorò, rabbrividendo per quel contatto quasi elettrico.

Qualcosa però, forse il suo sesto senso, le diceva che non era così soddisfatto da quella situazione. Forse il fatto che Julien sarebbe diventato capobranco avrebbe interferito nel renderlo un suo seguace. Seguì qualche secondo di silenzio, nel quale Rose ossservò il viso dell'uomo, cercando di capire se fosse davvero come pensava. Poggiò il calice nel tavolino a fianco al divano.

"Sapete, non so se vado errato, ma il fatto che Julien ora sia un licantropo non vi va molto a genio. Se un giorno sarà capobranco non sarà mai un vostro completo seguace."

asserì, lo sguardo pensieroso.

"Se non ricordo male nel nostro primo incontro vi dissi che avrei seguito la vostra...diciamo 'linea di pensiero' solo se anche Julien lo avesse fatto. E se lui non lo farà, di conseguenza..."

disse, senza continuare ma lanciandogli un'occhiata eloquente.
 
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"Quella di divenire un Mangiamorte non e' una scelta da prendere a cuor leggero, cara Rose... C'e' chi lo ha nel sangue, come Bellatrix e un tempo tua madre, c'e' chi ne matura la coscienza col tempo, chi si aggrega per convenienza, chi per gli ideali, chi per convinzione..."

Tom Riddle sorrise, un sorriso enigmatico, che non si estese agli occhi tenebrosi.
Giro' il palmo di Rose, percorrendo lentamente con la punta del dito le linee che decoravano il
palmo, con tocchi leggeri.

"Quando ti vidi per la prima volta capii che le mie illusioni di aver al mio fianco, come braccio destro, la figlia di Abraxas sarebbero state vane... E ora non solo ne stai prendendo coscienza tu, ma lo stesso vale per il giovane Rosier, sulle cui spalle e' scesa una responsabilita' ben piu' grande. Ho perso due importanti pedine per volere del destino, e nulla mi permettera' di ottenerle solo per me"

Gli occhi brillarono, scintillanti di rabbia, delusione e divertimento in un turbine ipnotizzante.
"Avete tempo per riflettere e crescere, per cui non vi chiedero' piu' nulla e non vi contattero' fino a che non vi riterro' pronti per prendere una decisione."

Le dita scesero a sfiorare il polso, poi l'avambraccio, dove traccio' i contorni del marchio nero.

"Se otterro una risposta positiva, sarete ben accolti. Se mi direte di no, non ci saranno conseguenze... Il minimo che potro' fare sara' rassegnarmi e chiedere la vostra amicizia e alleanza, senza troppi vincoli o preoccupazioni. Va bene, Rose?"

sussurro' allontanando le mani pallide e sollevandosi in piedi, in un turbinio oscuro dovuto al muoversi del mantello nero.

"Tua madre sta arrivando... Spero di non averti importunata troppo"

 
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Osservò per un attimo il dito dell'uomo sfiorarle con delicatezza il palmo della mano, scorrendo fino all'avambraccio, facendo rabbrividire la sua pelle. Non si scostò, limitandosi ad un piccolo sorriso.

"Perfetto."

asserì, con il tono di chi ha appena concluso un affare.

Distolse per un attimo lo sguardo, approfittandone per guardare l'ora. Si era fatto tardi, doveva andare.

"In ogni caso voglio che sappiate che quello che fate mi interessa, e sono molto affascinata dal vostro desiderio di cambiare la società...percui il mio non è un rifiuto, ma un rimando."

asserì, chiarendo la sua posizione.

Effettivamente credeva che quell'uomo avesse le potenzialità di fare qualcosa di grande. La società del tempo non le piaceva, ed i costumi andavano sempre più degradandosi. Una rivoluzione radicale sarebbe servita. Si alzò in piedi, stringendo la mano dell'uomo, delicatamente.

"E' stato davvero un piacere parlare con voi. Spero che potremmo incontrarci di nuovo."

asserì, sorridendo.

Lasciò la mano dell'uomo, lanciandogli un'ultima occhiata, oro contro tenebra, per poi sparire al di là del corridoio, diretta in camera sua.
 
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